
Due giovani laureati premiati con le borse di studio in memoria di Roberto Visintin
6 Ottobre 2026Folto pubblico e nutrita rappresentanza del mondo accademico ungherese alla cerimonia.
La Fondazione lavora a una pubblicazione che potrebbe raccogliere le tesi delle diverse edizioni del Premio
SAGRADO – Una sala consiliare gremita, una nutrita rappresentanza del mondo accademico ungherese e, al centro, la ricerca storica come strumento per mantenere viva la memoria della Grande guerra.
Si è svolta sabato 3 ottobre a Sagrado la cerimonia di premiazione della VII edizione del Premio tesi di laurea in Storia 2026, promosso dalla Fondazione Roberto Visintin in collaborazione con le università ungheresi.
A ricevere i riconoscimenti sono state Kármen Tóth, dell’Università degli Studi di Budapest ELTE, alla quale è stato assegnato il primo premio, e Flóra Ocskay, dell’Università degli Studi di Pécs, vincitrice del secondo premio.
Due lavori differenti per argomento, ma accomunati dall’attenzione alle vicende umane e sociali legate alla Prima guerra mondiale.

Kármen Tóth ha dedicato la propria tesi alla vicenda dei rifugiati italiani e sloveni del Litorale austriaco inviati nella provincia di Sopron durante il conflitto. Attraverso giornali dell’epoca e documenti d’archivio, la ricerca ricostruisce le condizioni di vita dei profughi, i rapporti con le comunità locali e il comportamento delle autorità ungheresi, inserendo la vicenda nel più ampio contesto del Regno d’Ungheria.
Flóra Ocskay ha invece concentrato il proprio lavoro sulla vita e l’attività di Sándor Mándoky, cappellano militare austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale. Particolarmente interessante l’utilizzo dei suoi diari, una fonte documentaria finora pressoché sconosciuta e di grande interesse, della quale la ricercatrice ha potuto esaminare solo una parte e che potrebbe offrire in futuro ulteriori spunti di ricerca.
La cerimonia è stata anche un’importante occasione di confronto sul futuro della collaborazione tra la Fondazione Roberto Visintin e le università ungheresi. Durante l’incontro è stata infatti approfondita la possibilità di realizzare una pubblicazione dedicata alle tesi premiate nelle diverse edizioni del Premio, comprese quelle degli anni precedenti.
L’ipotesi allo studio prevede la raccolta delle ricerche accompagnata, per ciascuna tesi, dalla traduzione in italiano di un ampio abstract, così da rendere accessibile anche al pubblico italiano un patrimonio di studi che affrontano da prospettive diverse la Prima guerra mondiale, le sue conseguenze e le vicende delle popolazioni coinvolte.
Un progetto che nei prossimi giorni sarà ulteriormente approfondito attraverso nuovi contatti tra la Fondazione e la commissione accademica ungherese, con l’obiettivo di verificarne modalità e fattibilità e, se possibile, trasformare l’idea in una concreta iniziativa editoriale.
Alla cerimonia erano presenti la presidente della Fondazione Ann Evelyn Todd, madre di Roberto, il padre Marino Visintin e il direttore Paolo Polli. Per le università ungheresi hanno partecipato, tra gli altri, i professori Balázs Juhász, Béla Bartók e Tamás Pintér, presidente della commissione di valutazione delle tesi pervenute.
A portare i saluti dell’amministrazione comunale di Sagrado la vicesindaco Simonetta Visintin.
La presenza di un pubblico numeroso ha sottolineato l’interesse suscitato da un’iniziativa che, attraverso il sostegno ai giovani ricercatori, continua a costruire un ponte culturale e scientifico tra il Carso goriziano e l’Ungheria, territori legati da una storia comune che la ricerca contribuisce ancora oggi a conoscere e approfondire.
È proprio questo, in fondo, uno degli obiettivi della Fondazione Roberto Visintin: trasformare la memoria in ricerca e la ricerca in nuova conoscenza, dando ai giovani studiosi l’opportunità di riportare alla luce, attraverso documenti e testimonianze, pagine della nostra storia che meritano di essere conosciute.
E la possibile pubblicazione delle tesi premiate potrebbe rappresentare il prossimo passo di questo percorso.




