
Si concludono il 31 dicembre i termini per la presentazione dei lavori
9 Dicembre 2024
Premio Visintin. Sarà Masseria a guidare la giuria
7 Gennaio 2025È stata nominata la Commissione che giudicherà i libri partecipanti alla quinta edizione del Premio letterario Roberto Visintin, dedicato allo storico prematuramente scomparso nel 2018.
La Commissione, indicata dal Comitato scientifico dell’Associazione culturale Apertamente, sodalizio che, assieme alla Fondazione Visintin, organizza annualmente il Premio, è composta da Emanuela Masseria, Presidente, Mario Brandolin e Marco Menato.
Emanuela Masseria, laureata in Psicologia all’Università di Trieste, ha conseguito l’abilitazione alla professione giornalistica nel 2003; successivamente si è specializzata con un master in Psicologia clinica e Arte-terapia, dedicandosi all’uso della scrittura in laboratori tecnico-esperienziali. Opera inoltre come fotografa per diversi progetti a sfondo sociale e collabora con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali. Attualmente lavora all’ Università di Trieste, dove opera nel settore della divulgazione scientifica.
Marco Menato, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Trieste, è stato, fino alla pensione, direttore della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia; ha diretto anche la Biblioteca Statale di Trieste e insegnato Bibliografia nelle Università di Venezia, Trieste e in altre Università italiane. E’ autore di numerose pubblicazioni.
Mario Brandolin, dopo la laurea in filosofia all’Università di Trieste, si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano in Drammaturgia e Organizzazione teatrale. Ha lavorato per oltre vent’anni al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia come addetto alla attività culturali, aiuto regista e responsabile dell’ufficio stampa. Ha collaborato nell’organizzazione di manifestazioni teatrali in Regione e nel resto d’Italia. E’ stato per cinque edizioni nella direzione del festival internazionale Mittelfest di Cividale accanto a Moni Ovadia. Collabora con il quotidiano ”Messaggero Veneto“ come critico teatrale e letterario.
I termini per la presentazione dei lavori che si contenderanno il Premio, rivolti ad autori under 45, si sono conclusi il 31 dicembre con un sempre più crescente riscontro da parte di case editrici regionali e nazionali.
L’ambizione dell’Associazione e della Fondazione Roberto Visintin è quella di consolidare il premio dedicato alla memoria dello storico originario di Sagrado, in modo da promuovere la ricerca e l’ingegno dei giovani autori, valorizzando il ventaglio di interessi che Roberto Visintin ha coltivato. Il vincitore del premio, oltre alla cifra di € 2.000, avrà l’opportunità di presentare la sua opera nel corso della rassegna letteraria “Il libro delle 18.03”, edizione di primavera, che da ormai molti anni si svolge a Gorizia e nel territorio isontino , raccogliendo un vasto consenso di pubblico e critica. Le prime quattro edizioni del Premio Roberto Visintin sono andate a “Il letargo degli orsi a Sarajevo” (Qudu Edizioni) di Matteo Femia nel 2021, a “La sopravvissuta” (Battello Stampatore) di Irma Hibert e “La cicala di Belgrado” (Bottega Errante Editore) di Marina Lalovic nel 2022, a “La Germania si che ha fatto i conti con il Nazismo” (Laterza) di Tommaso Speccher nel 2023 e , nel 2024, a Enrico Rotelli con “ Nanda e io “ ( La Nave di Teseo).
Il premio Roberto Visintin è dedicato a un uomo che attraverso l’amore per la cultura, la letteratura e la Storia, aveva fatto del desiderio di conoscenza e della volontà di condividerla le pietre miliari della propria esistenza. Apertamente e la Fondazione Roberto Visintin proseguono così nel solco da lui indicato con un premio che porta il suo nome e con cui si promuovono le mescolanze fertili, il plurilinguismo fruttuoso, la memoria condivisa di questi territori, dove la frontiera tra idee, popoli e mercati è stata spesso virtuosa, talvolta sanguinosa, certamente da approfondire e studiare. Il premio Visintin, oltre ad aprirsi a tutto il panorama editoriale nazionale, vuole rappresentare al meglio il profilo di queste zone di confine: erigere un ponte simbolico su quell’Isonzo che si muove placido tra Nazioni oggi amiche, ma che si porta dietro un carico di Storia tumultuosa e complessa.
Un riconoscimento per costruire insieme un mondo senza confini.




