
Dizionario storico del Goriziano tra l’Austria interiore e gli Stati successori (secoli XVI‑XX)
28 Gennaio 2026Un riconoscimento per costruire insieme un mondo senza confini.
Questo il senso profondo e il valore etico del Premio Letterario intitolato a Roberto Visintin, un giovane storico prematuramente scomparso nel 2018.
A lui, agli ideali che ne hanno mosso le scelte e l’impegno, in particolare al suo costante desiderio di conoscenza e al suo amore per la letteratura e la Storia, si ispira dunque il Premio letterario, fortemente voluto dalla Fondazione a lui intestata e dall’Associazione culturale Apertamente. Un Premio riservato a scrittori e scrittrici under 45 e che quest’anno è arrivato alla sua sesta edizione. Si sono da poco chiusi, il 15 gennaio, i termini della partecipazione; sono stati ammessi, in base ai parametri specificati nel bando, una decina di titoli.
Titoli che saranno ora passati al vaglio della giuria, composta dal critico teatrale e, fino a qualche mese fa, firma di punta delle pagine culturali del quotidiano Messaggero Veneto, Mario Brandolin, presidente di turno. Una lunga militanza nella divulgazione culturale e nell’organizzazione di eventi quella di Mario Brandolin, che, dopo la laurea in Filosofia a Trieste e il diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano in Drammaturgia e Organizzazione teatrale, ha lavorato per oltre vent’anni al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia come addetto alle attività culturali, aiuto regista e responsabile dell’ufficio stampa. Ha collaborato all’organizzazione di manifestazioni teatrali in Regione, nel resto d’Italia e anche in Istria e a Fiume. È stato, inoltre, per cinque edizioni nella direzione del festival internazionale Mittelfest di Cividale accanto a Moni Ovadia.
Ad affiancarlo, nella giuria del Premio Visintin, ci sarà Emanuela Masseria: laureata in Psicologia all’Università di Trieste, ha conseguito l’abilitazione alla professione giornalistica nel 2003; successivamente si è specializzata con un master in Psicologia clinica e Arteterapia, dedicandosi all’uso della scrittura in laboratori tecnico-esperienziali. Opera inoltre come fotografa per diversi progetti a sfondo sociale e collabora con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali. Attualmente lavora all’Università di Trieste nel settore della divulgazione scientifica.
Terzo giurato Marco Menato. Laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Trieste, è stato, fino alla pensione, direttore della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia; ha diretto anche la Biblioteca Statale di Trieste e insegnato Bibliografia nelle università di Venezia, Trieste e in altre università italiane. È autore di numerose pubblicazioni.
Da quest’anno a far parte della giuria ci sarà anche Paolo Polli, direttore della Fondazione Visintin e presidente dell’Associazione Apertamente. È inoltre animatore, fin dall’inizio, della manifestazione letteraria “Il libro delle 18.03”, una rassegna di presentazioni di libri che coinvolge diverse località della provincia di Gorizia e della vicina Slovenia.
L’ambizione dell’Associazione e della Fondazione Roberto Visintin è quella di consolidare il premio dedicato, come detto, alla memoria dello storico originario di Sagrado, in modo da promuovere la ricerca e l’ingegno dei giovani autori, valorizzando il ventaglio di interessi che Roberto Visintin ha coltivato. Il vincitore del premio, oltre alla cifra di € 2.000, avrà l’opportunità di presentare la sua opera nel corso della rassegna letteraria “Il libro delle 18.03”, edizione di primavera, che da ormai molti anni si svolge a Gorizia e nel territorio isontino, raccogliendo un vasto consenso di pubblico e critica.
Le prime cinque edizioni del Premio Roberto Visintin sono andate a Il letargo degli orsi a Sarajevo (Qudu Edizioni) di Matteo Femia nel 2021; a La sopravvissuta (Battello Stampatore) di Irma Hibert e La cicala di Belgrado (Bottega Errante Editore) di Marina Lalović nel 2022; a La Germania sì che ha fatto i conti con il Nazismo (Laterza) di Tommaso Speccher nel 2023; e, nel 2024, a Enrico Rotelli con Nanda e io (La Nave di Teseo). Nel 2025 il premio è stato assegnato a Gioia Salvatori per Avere una brutta natura (Baldini+Castoldi).




