
Giornata della Memoria 2026
3 Gennaio 2026Staranzano, venerdì 23 gennaio 2026
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz, svelando al mondo intero la verità sui campi di sterminio nazisti.
Fino a quel momento il campo era stato mascherato come “campo di lavoro”, ma la realtà era ben più brutale. 1 milione e 310 mila furono i deportati nel campo, circa 1,1 milioni erano ebrei, tra i 140 e i 150 mila polacchi, 20-25 mila rom e sinti, 15 mila russi e 25 mila di altre etnie. In 800, in 5 anni, provarono a scappare, solo in 144 vi riuscirono.
Su 230000 bambini deportati, se ne salvarono solo 600. I numeri fanno rabbrividire: 40.000 furono i deportati dall’Italia ad Auschwitz. Di questi 8.369 furono ebrei. Morirono in 37 mila.
Fin dalla sua costituzione l’Associazione culturale Apertamente, ininterrottamente a Staranzano da dodici Anni e prima a Monfalcone e Gorizia, organizza, con il Patrocino e la collaborazione del Comune di Staranzano e della Fondazione Roberto Visintin, un incontro in occasione della Giornata della Memoria.
Come ci ha ricordato la Senatrice Segre in uno dei suoi messaggi inviati per l’occasione: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Una Giornata che non serve solamente a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà, quasi 80 anni fa, dalla follia nazifascista, ma anche a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori senza neppure rendercene conto. La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo in quella che gli storici chiamano la zona grigia dell’indifferenza.
Per evitare che una tragedia come quella dell’Olocausto si ripeta occorre ricordare e soprattutto capire. E dobbiamo farlo ancora di più in questo periodo devastato da guerre molto vicine, come nella martoriata Palestina, evitando l’erronea e strumentale equiparazione tra l’ebraismo e il governo di Israele, ma per tenere la barra dritta in favore del dialogo, della pace e della convivenza tra i popoli.
A tenere la relazione centrale dell’incontro sarà Tullia Catalan professoressa associata di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, dove insegna Storia Contemporanea, Public History e Storia dell’Ebraismo. Ha studiato i rapporti fra il mondo ebraico e la società non ebraica fra Ottocento e Novecento in Italia e in Europa. Di recente si è occupata di razzismi sul lungo periodo, prendendo in esame i temi dell’antisemitismo e dell’antislavismo. E’ nella direzione delle riviste:“Quest: Issues in Contemporary Jewish History” e “Memoria e Ricerca”.
L’incontro, introdotto da Giorgia Polli, di Apertamente, sarà arricchito dalle letture sceniche degli attori Valentina Verzegnassi ed Enrico Cavallaro e, concluso come da tradizione, dal Coro femminile Audite Juvenes diretto dalla maestra Gianna Visintin. Il saluto dell’Amministrazione di Staranzano sarà portato dal Sindaco Marco Fragiacomo.




